Filosofia dell'espressione
Se il passato ha minore realtà del presente, almeno per chi è immerso nel presente, allora anche il conoscere è meno reale dell'immediato vivere (se c'è un vivere fuori della rappresentazione), poiché ogni conoscere è fatto di ricordi, oggetti, parole, la cui origine per noi è nel passato. Un soggetto rappresenta a se stesso qualcosa: è pur questo il conoscere. Ma ciò riporta indietro a un tempo passato, in cui il qualcosa non era ancora rappresentato, e da cui è stato preso per poter essere rappresentato.
La Filosofia dell'espressione di Giorgio Colli è un saggio teoretico che si azzarda a ripensare ex novo alcuni temi essenziali della metafisica, situandosi in posizione di evidente rottura e incompatibilità con le correnti dominanti della filosofia contemporanea.
Nel suo aspetto perennemente duplice di giuoco e violenza il mondo si articola davanti a noi, sullo schermo illusionistico della rappresentazione, in serie espressive variamente complesse, che si allontanano sempre più dall'immediato e sempre più cercano di recuperarlo. A seguire l'intrico di questi rapporti in cui la ragione costruisce il mondo, trasformandosi, non verrà certo di pensare alla ragione strumentalizzata del pensiero moderno, ma piuttosto al senso greco del logos, quale traspare dalle enigmatiche formule dei Presocratici o ancora nella immensa summa aristotelica, nel cui alveo confluisce l'intero pensiero greco.
| Titel | Filosofia dell'espressione |
| Publikations-Art | Libro |
| Anno di pubblicazione | 1969 |
| Autore | Colli, Giorgio |
| Collana | Biblioteca Adelphi |
| Edizione | 1 |
| Numero collana | 26 |
| Numero di pagine | 237 |
| Editore | Adelphi |
| Luogo di pubblicazione | Milano |

